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Pianeta abitabile!

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Confermata la scoperta della missione Kepler della NASA: c'è un pianeta con le caratteristiche molto simili a quelle della Terra e non distante da una stella che assomiglia al nostro sole!

Nel suo viaggio di esplorazione, la sonda 'Keplero' ha in realtà scoperto circa mille pianeti; di questi, 10 rientrano nella categoria dei parametri terrestri. Nella scelta più ristretta a farla da "vincitore" è stato

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un pianeta con una grandezza circa 2,4 volte maggiore di quella della Terra e che si trova nel centro della "zona abitale" ("Habitable Zone") di una stella simile al nostro Sole.

      [Diagramma sul sito della NASA: raffronto sistema solare / sistema di Keplero]

Le "Habitable Zones" sono porzioni di cielo dove, secondo gli scienziati, potrebbero gravitare pianeti in grado di offrire alla razza umana condizioni ottimali per poterci vivere.

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Come mai la NASA stia investendo tanti capitali e tanto tempo alla ricerca di

                     Terra 2,

non è ancora del tutto chiaro. Forse loro sanno qualcosa che noi non sappiamo? Dobbiamo paventare, per davvero, la fine del mondo?

 

Ci siamo! Scoperto pianeta capace di ospitarci

Ha una massa pari a tre volte e mezzo quella della Terra il pianeta esterno al Sistema Solare che è tra i più probabili candidati per ospitare la vita. Si chiama HD 85512 b e lo ha individuato un gruppo ricerca al quale partecipa anche l'italiano Francesco Pepe, ricercatore all'Osservatorio dell'università di Ginevra. Il pianeta orbita attorno a una piccola stella a circa 30 anni luce dalla Terra e sembra avere tutte le carte in regola per consentire, se non di ospitare la vita, quanto meno la presenza di acqua sulla sua superficie. La scoperta è in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy and Astrophysics e il pianeta presenta molte caratteristiche che lo rendono potenzialmente abitabile.

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Ad Apophis vogliono pensarci i cinesi

Un team di scienziati cinesi ha proposto di risolvere il problema di Apophis, l'asteroide che nel 2036 potrebbe impattare sul nostro pianeta. La loro soluzione? Deviarne la traiettoria.

Sulle probabilità che la roccia spaziale, circa 270 metri di diametro, colpisca il nostro pianeta, per fortuna non ci sono certezze.
Gli astronomi la stanno monitorando dal 2004, quando è stata scoperta: ciò che si sa è che Apophis viaggia alla velocità di 20 km al secondo (72.000 km/h) e che, se dovesse effettivamente cadere sul nostro pianeta, libererebbe un' energia spaventosa.


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Tutti sono comunque convinti che la tecnologia, nei prossimi anni si svilupperà a un livello tale da metterci al riparo da questo pericolo.
L'ultima idea viene - appunto - dalla Cina.

Shengping Gong, Junfeng Li e Xiangyuan Zeng dell'Università di Pechino, in un articolo pubblicato qualche giorno fa sull'autorevole rivista Research in Astronomy and Astrophysics (RAA) propongono la costruzione di un veicolo spinto da una vela solare che andandosi a schiantare sull'asteroide alla velocità di soli 90 km/h ne devii la traiettoria quel tanto che basta per evitare l'impatto con la Terra.

Memoria illimitata

L'hard disk del futuro dove si possono registrare tutti i dati del mondo!

E' un dispositivo al grafene che aumenterebbe esponenzialmente le prestazioni degli attuali apparecchi

Ha una sensibilità cento volte superiore a quelle dei dispositivi oggi in commercio: è questo il risultato cui sono pervenuti Andrea Candini e Marco Affronte dell'Istituto nanoscienze del CNR realizzando uno strumento capace di misurare variazioni del campo magnetico con la definizione di una singola molecola. Tutto grazie al grafene, un materiale formato da sottili fogli di carbonio che consentirebbe di realizzare apparecchi piccoli con una superficie sensibile molto ampia.

Quali sono le applicazioni più probabili nei prossimi anni? Sicuramente il possibile aumento della capacità di hard disk e di lettori di musica digitale. Si potrebbe addirittura arrivare a registrare su un iPod tutta la musica esistente... Di fatto, un capacità infinita!

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Il grafene è una molecola bidimensionale (spessa solo 0,35 nm) di atomi di carbonio in grado di trasportare elettroni a notevole velocità, rendendolo pertanto un ottimo e promettente materiale per dispositivi elettronici. Ottenuto in laboratorio a partire dalla grafite, fino a poco tempo fa era possibile produrre solo piccole quantità e di ridotte dimensioni, permettendone un impiego unicamente per uso sperimentale. Ma nel 2008 alla Rutgers University un team di scienziati hanno sviluppato un metodo semplice per rendere trasparente il film di grafene, in modo tale da permettere di utilizzare strati sottili di questo materiale in sostituzione agli elettrodi conduttivi (come l’ossido di indio e stagno utilizzati nelle celle fotovoltaiche organiche) con un beneficio economico non indifferente. Il film trasparente può essere stampato su qualsiasi supporto, fra cui vetro e plastica flessibile. La tecnica utilizzabile è la stampa roll-to-roll. La ricerca attualmente è orientata verso l’utilizzo dello “Scotch tape”, un metodo attraverso cui vengono rimossi fiocchi di grafene da un pezzo di grafite, depositandoli in strati unici. Il risultato è un film sottile uniforme, al 95% trasparente, che può essere collocato su una membrana di vetro e plastica flessibile. Da qui in poi, la produzione su vasta scala è un giochetto.

No alla cataratta con frutta e verdura

[da corriere.it del 13 giugno 2011 - cristina gaviraghi

ripreso su: www.veganitalia.com]

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Con qualche bistecca in meno e un piatto d’insalata in più si potrebbe evitare a una certa età di doversi fare operare di cataratta. Sembra infatti, secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, che chi adotta un regime alimentare prevalentemente vegetariano abbia fino al 40 per cento di probabilità in meno, rispetto ai carnivori più incalliti, di soffrire di questo disturbo visivo.

LO STUDIO – La ricerca viene dall’Università di Oxford, dove sono stati analizzati i dati sul comportamento alimentare e le cartelle cliniche di più di 27.600 pazienti ultraquarantenni già arruolati in Inghilterra per lo studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), un vasto progetto europeo che mette in relazione dieta e stile di vita con l’insorgenza di tumori e altre malattie croniche. Dalle statistiche fatte dai ricercatori, è emersa una relazione tra il rischio di cataratta e il tipo di dieta seguita dal paziente. In chi mangiava carne in quantità superiore ai 100 grammi al giorno questo rischio era più alto e decresceva man mano che il consumo di questo alimento diminuiva. Scendeva del 15 per cento se il cibo preferito era il pesce e del 30 e 40 per cento se il paziente era vegetariano o vegano, ovvero che non si nutre di nessun alimento di origine animale. «In realtà il nostro studio si limita a mostrare solo una relazione tra un certo tipo di dieta e la cataratta» puntualizza Naomi Allen, ricercatrice all’Università di Oxford e autrice dell’indagine, « non pretende di fornire prove sulla responsabilità del consumo di carne nello sviluppo di questa patologia».

DIETA E CATARATTA – A dire il vero non è la prima volta che le abitudini alimentari vengono associate alla cataratta. Sono stati pubblicati in passato diversi studi, anche discordanti, che di volta in volta hanno considerato prima i carboidrati poi le vitamine e gli antiossidanti presenti nei cibi mettendoli in relazione a un più alto o più basso rischio di questa patologia. «A ben guardare tutti questi studi» sostiene Paolo Arpa, primario di oculistica all’ospedale San Gerardo di Monza, «sono più che altro di tipo osservazionale, si limitano cioè a rilevare una correlazione statistica, che di per sé non prova in maniera scientifica e rigorosa l’esistenza di una relazione di causa ed effetto tra un tipo di dieta e il rischio di cataratta. Per avere maggiori certezze servirebbero altre ricerche con più gruppi di controllo come paragone e che tengano conto dei numerosi fattori che possono influenzare lo stato di salute». Ciò che sembra però plausibile è che chi adotta un regime alimentare più ricco in frutta e verdura e meno in grassi animali, adotta probabilmente uno stile di vita più salutare in genere e questo ha certamente effetti positivi sulla salute e l’invecchiamento.

CURE E PREVENZIONE – Se per il momento cambiare le abitudini a tavola non può bastare a evitare la cataratta, patologia legata all’indurimento e all’opacizzazione del cristallino che colpisce in maniera più o meno estesa oltre la metà degli over 70, è altrettanto vero che si tratta di un disturbo risolvibile. I circa 400.000 interventi chirurgici di cataratta, secondo dati della Società Italiana di Oftalmologia, fatti ogni anno in Italia, hanno una percentuale di riuscita del 95 per cento. L’operazione, che consiste nel frantumare con ultrasuoni e poi asportare il cristallino ormai diventato opaco per poi sostituirlo con una lente artificiale trasparente, è a oggi il trattamento più efficace per liberare il paziente da una visione offuscata. Per quanto riguarda i fattori di rischio, malattie rare e genetiche a parte, età, diabete e fumo sono i più accreditati. Una precauzione che può essere presa però, specialmente da chi svolge attività e trascorre molto tempo all’aria aperta, è proteggere gli occhi dai raggi UV con lenti adeguate per evitare che questa patologia senile venga con troppo anticipo a bussare alla porta.

Presentato in Giappone il treno che fa 500 km/h

E' incredibile e ormai sembra che la tecnologia sui binari tenda a voler sconfiggere tutti i record e, con essi, tutte le leggi della fisica terrestre: per andare da Tokio a Osaka - 515 km - nel 2045 basterà appena un'ora: è questa la promessa della nuova ferrovia a levitazione magnetica che il Giappone inizierà a costruire nel 2014, i cui treni potranno raggiungere la velocità di 500 km/h.

Ora, per noi italiani sarebbe già tanto avere vagoni puliti e scompartimenti confortevoli; in Giappone (terra dei sismi, non scordiamolo, e dunque probabilmente destinato a scomparire nell'oceano) la parola "futuro" si scrive a lettere gigantesche e, per loro, futuro = progresso e progresso = velocità. A chi, come noi, piacerebbero standard di vita meno caotici e più ad "altezza d'uomo", il Paese del Sol Levante si trova quindi a livelli stratosferici. Ma tant'è! A ogni popolo la sua idea di civiltà.

 Il circuito di prova della ferrovia "Maglev", già esistente nella prefettura di Yamanashi

Il completamento dei lavori della tratta in questione (chiamata "Maglev"; nome completo: "Chuo Shingansen Maglev") costerà 9.000 miliardi di yen (circa 78 miliardi di euro), buona parte dei quali necessari a realizzare le gallerie - che costituiranno ben il 60% del percorso.

L'inaugurazione della prima tratta, tra Tokio e Nagoya, è attesa per il 2027.

Proprio musica per il futuro, dunque, ma per il futuro prossimo. Speriamo che, prima, qualche terremoto non...

Uhm. Meglio non gufare. Poveri amici giapponesi!

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Il Giappone possiede già treni superveloci. Nella foto: lo Shinkansen Serie 500. La compagna JR-Westjapan ha 9 di questi razzi su binari impiegati sulla Tôkaidô-Shinkansen e Sanyô-Shinkansen (Tokyo-Osaka-Fukuoka); velocità massima: 300 km/h, e scusate se è poco! 

L'Email compie 40 anni

Nel 1971 Ray Tomlinson riesce a fare passare un testo da un computer all’altro sfruttando Arpanet, la rete di computer del Dipartimento della Difesa americano. Aveva appena inventato la posta elettronica o Email. Ci vorranno ancora vent'anni circa - nel 1991 - per vedere nascere Internet.

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All'inizio si scriveva "e-mail", poi "Email" o "email" o "E-mail"... e c'era confusione anche per quel che riguarda il suo genere: "Ti scrivo una email o un email?" Comunque sia, ora la posta elettronica la posseggono anche cani e gatti e il suo simbolo caratteristico, @ ("snail", "chiocciola"), viene preso per qualcosa di dato, qualcosa di... naturale, anche se fino a poco tempo fa si stava a rimirarlo affascinati, come se si trattasse di una traccia grafica lasciata da alieni.

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L'Email ovviamente sarebbe noiosa senza il WWW (il "World Wide Web", "la rete che copre il mondo intero"). Nel 1990, Tim Berners-Lee, insieme al suo tutore Robert Caillau, ideò per una specializzazione post-laurea quello che lui stesso battezzò - appunto - World Wide Web. Lo ideò allo scopo di far nascere uno spazio assolutamente democratico, condivisibile da tutti, privo di un luogo centralizzato o di autorizzazioni. L’obiettivo era talmente l’universalità e la liberalità che il giovane ideatore non brevettò nemmeno la sua invenzione; se l’avesse fatto, ora sarebbe l’uomo più ricco di tutte le galassie.

Ma Berners-Lee aveva allora 35 anni e tanta voglia di vedere il mondo evolversi verso la comunicazione, o forse non si era nemmeno accorto di essere l’artefice della più incredibile rivoluzione del millennio. Attualmente, l'informatico londinese, inventore anche dell'HTML (Hypertext Markup Language), scaglia tuoni e fulmini contro i giganti della Rete: proprio giorni fa ha rimproverato alla Apple di dividere Internet in molti segmenti incompatibili tra di essi... 

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"Incompatibilità" è un termine usatissimo da quando il PC, ovvero Personal Computer, è entrato nelle case dei "normali" cittadini. All'inizio, ai tempi dei calcolatori delle serie 386 e 486 (dal nome e dalla capacità del rispettivo processore Intel), quando ancora bisognava assemblarsi la macchina da sé e/o aggiungere schede e lettori, potenziare la memoria del sistema ecc., si usava spesso l'aggettivo "incompatibile": "No, questa scheda video non va bene: è incompatibile con la motherboard..." oppure: "Non posso installare questo programma perché incompatibile con Windows 3.0...".

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Negli ultimi anni, nonostante il proliferare di ditte di hardware e software, si è andati via via convergendo - per fortuna - verso un'uniformità (e interscambiabilità) di pezzi d'elettronica e di informazioni. D'altro canto, però, tra commercializzazione selvaggia, invasione pubblicitaria su -praticamente - tutte le homepages, su tutti i siti (anche i più banali) e il proliferare di mondi apparentemente paralleli (telefonini, televisori intermediali, ecc.), si è assistito a una nuova e più potente balcanizzazione del media telematico; e il cosiddetto Web 2.0, o "New Web" (quello dei blog, ma anche dei tanto discutibili "social networks"), attenta non solo alla privacy dell'individuo ma lo deruba decisamente del suo potenziale creativo, della necessità di sforzarsi a costruirsi una website da sé, togliendogli persino la fatica di cercare o inventare contenuti...

Tim Berners-Lee, inizialmente soddisfatto del suo figlioccio, dopo anni di pacato silenzio si è messo ad alzare la voce. Il "New Web" offre da una parte facili e comodi strumenti, ma dall'altra vende ai singoli navigatori determinati prodotti e, giacché è la massa che arreca ricchezza, ogni social network costringe i navigatori a un appiattimento verso il basso, imponendo scelte e addirittura uno stile di vita assolutamente banali. 

Ancora nel dicembre 2000 fa un articolo di giornale online recitava:

"Berners-Lee vede sviluppi incredibili nell’avvicinamento e nella comprensione di persone che smettono di identificarsi con un luogo geografico e diventano concittadini. Vede la possibilità di scambiare le conoscenze, di acquisirle più velocemente. Vede la possibilità di fare della terra un pianeta unico e non staterelli e interessi svariati. Forse ha ragione, forse il suo Web potrà tutto questo. Un solo problema resta irrisolto: se il Web è il regno del tutto per tutti e da tutti i mezzi per accedervi sono per tutti ma di pochi. E’ un po’ come se in un determinato posto tante persone stessero creando il Paradiso ma una sola persona possedesse il pullman per arrivarci. Ma Berner-Lee è ottimista, lui ha cambiato il mondo, al massimo starà ad altri farlo tornare come è sempre stato."

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L'autore dell'articolo paventava dunque il pericolo dell'esclusività del media (e del suo obbligatorio ammennicolo, cioè Internet), non avendo previsto che il PC (insieme al suo ideale embryo, ovvero il telefonino, oggi diffusissimo; il telefonino che è tra i massimi responsabili dello sviluppo della tecnologia WiFi, ovvero della possibilità di connettersi alla rete senza più il fastidio di cavi telefonici) si sarebbe moltiplicato a macchia d'olio anche nel Terzo Mondo.

Questo è davvero il massimo della democratizzazione tecnologica... pur se lo stesso Berners-Lee non aveva calcolato l'altissima percentuale di antiumanesimo e, peggio, disumanità presente nelle masse: così, disgraziatamente, ci imbattiamo, nei vari forum (forums? forii?), nei vari siti, nelle varie piattaforme "sociali", in una caterva di fomentatori d'odio, di adescatori di minorenni, di ladri e imbroglioni.

Una puntualizzazione: siamo ovviamente contenti lo stesso che il mondo si sia computerizzato, e che Internet si offra (tuttora) come una piattaforma alternativa all'agorà, alla piazza. Progress oblige! Solo che non ne possiamo più delle tresche, della posta elettronica indesiderata (spam! Di sicuro Ray Tmnlinson non l'aveva prevista) e degli annunci pubblicitari piazzati persino nei blog dei ragazzini di 12 anni. Truffe su truffe, raggiri su raggiri... commercio su commercio! Il commercio: questa inarrestabile malattia pustolosa. Accendi il computer e ti ritrovi 100.000 menzogne farneticanti...

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Tutti oggi si ritrovano arenati sulla spiaggia paludosa del Web 2.0; accendono il PC e sono contenti di vedere la propria pagina personale su Facebook; aprono il programma di Email e si leggono ogni sciocchezza, dall'offerta di pseudodonnine russe alla pubblicità del Viagra cinese. Noi, individui di ben più ampie ambizioni (almeno si spera!), dobbiamo rimuoverci da lì (da qui) e teletrasportarci in un ennesimo mondo parallelo: o allestiamo il Web 10.0 oppure creiamo una sorta di Arpanet potenziato; senza nessuna possibilità di accesso ai mercanti e ai balordi assortiti.

Gesù entrò nel tempio e schiacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe...

Alla faccia della cosiddetta democrazia, è questo l'esempio da seguire!

 

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Il terremoto del Giappone ha spostato l'asse di rotazione terrestre

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Il terremoto del Giappone di questa mattina ha spostato l'asse di rotazione terrestre di quasi 10 centimetri. E' quanto emerge da risultati preliminari di studi effettuati dall'INGV, Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia, (Melini-Piersanti). L'impatto di questo evento sull'asse di rotazione, spiega una nota dell'istituto, ''e' stato molto maggiore anche rispetto a quello del grande terremoto di Sumatra del 2004 e probabilmente secondo solo al terremoto del Cile del 1960''.

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Fino a questo momento, il numero dei morti in seguito al sisma e al successivo tsunami è di 318, compresi i cadaveri ritrovati sulla spiaggia di Sendai. Oltre 400 sono i dispersi (tra di loro anche 28 italiani).
Un battello che trasportava circa 100 persone è stato spazzato via dal maremoto. C'è apprensione anche per un treno passaggeri scomparso...
Decine di migliaia i cittadini giapponesi evacuati. L'allarme nucleare non è ancora rientrato.

Intanto, un'onda anomala ha investito le Isole Hawaii...

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Qualcuno ancora pensava che fosse un disco...

E' ufficiale: il Sole è una sfera

Lo dimostra la prima mappa in assoluto in 3D che fornisce la vista simultanea dell'intera superficie del sole e della sua atmosfera
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Il Sole è una sfera ed ora ci sono le prove! L’annuncio è arrivato dalla NASA grazie all’osservazione realizzata da due sonde gemelle Stereo dell’ente spaziale statunitense.

"Per la prima volta, possiamo vedere l’attività solare nella sua piena gloria tridimensionale" ha affermato Angelos Vourlidas, uno dei membri del team scientifico Stereo del Naval Research Lab di Washington.

Questa scoperta avrà importanti ricadute, oltre che per lo studio dell’influenza dell’attività del Sole sulla Terra, anche, più in dettaglio, per le previsioni meteo che condizionano le Telecomunicazioni, i voli aerei o il lavoro delle società elettriche.

"Ecco il Sole com'è: una sfera di plasma caldo e un intricato tessuto di campi magnetici."

Moria di uccelli anche in Italia: trovate centinaia di tortore morte

Prima ha toccato gli Stati Uniti, poi la Svezia, e ora la moria di uccelli si sposta anche in Italia: l'inqiuentante fenomeno ha interessato Faenza (Ravenna) dove quasi 400 tortore, specie molto diffusa nella zona, sono state ritrovate morte sulla Strada Statale. Ancora sconosciute, per ora, le cause del decesso dei volatili i cui corpi sono stati consegnati all'istituto zooprofilattico di Lugo per le analisi. "Un'epidemia potrebbe essere la causa del fenomeno. Effettueremo anche esami tossicologici. Non c'è da allarmarsi".

Alcuni giorni fa sono stati ritrovati morti negli Usa oltre cinquemila merli in Arkansas, cinquecento in Louisiana, altre centinaia in Kentucky, nonché a Falkoping, una piccola città nel sud-ovest della Svezia. E la moria non si è fermata ai volatili: duemila pesci tamburo del fiume Arkansas hanno subito la medesima sorte.

Altri pesci morti sono stati scoperti nel mondo, sulla costa della Nuova Zelanda, in Brasile e nella Baia di Chesapeake, il più grande estuario degli Stati Uniti, nello Stato del Maryland.

La morte dei pesci trovati nella Baia di Chesapeake è stata attribuita a una crisi di ipotermia, ossia uno stress causato dall'acqua fredda, a seguito dei brutali sbalzi di temperatura.

In Brasile, non meno di un quintale di sardine, ombrine e pesci gatto sono stati trovati morti due giorni fa senza un motivo apparente. E un funzionario del Dipartimento di Conservazione neozelandese ha detto che i pesci trovati nella penisola di Coromandel sarebbero morti di fame a causa delle condizioni meteorologiche.

Il fenomeno si è verificato negli U.S.A. anche nell'agosto del 2010, quando decine di migliaia di pesci morti furono trovati nella East Coast in due posti differenti situati a 200 chilometri di distanza tra loro.