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"Il computer a vapore": intervista con franc'O'brain - prima parte

[Per leggere un'intervista di dieci anni fa con lo stesso autore, clicca qui: "Buio, amici, è lo spazio infinito. Mooolto buio."]

Ecco franc'O'brain, eccolo in grande forma nonostante i suoi 39 anni e qualche capello grigio, eccolo ancora pieno di allegria, di allegria apocalittica, forse il lato migliore del cyberbuddismo. E' la terza volta che mi capita di parlare con lui ed è sempre una soddisfazione.

Non sono solo: mi affiancano Xaver Tedeschi dell'Agenzia Orlock e Miriam Maya della New Frankfurter Zeitung. franc'O'brain ci ha pregato di venire insieme: "Così prendo tre mosche con un colpo" ha spiegato durante una complicata e, sì, caotica conferenza telefonica. Aggiungendo: "Il tempo non è mai abbastanza. Quindi, meglio non sprecarlo".

Arranchiamo per la scivolosa salita sotto un cielo pesante. Il palazzo in cui lui ora abita si erge su una montagnola. Non è più la famosa "torre di legno" di qualche anno fa, ma un casermone popolare che domina su una vallata innevata. Sono i primi di marzo ma in Germania è ancora inverno profondo.

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Il suo studio è caldo e fumoso. Facciamo fatica a entrare, poiché dobbiamo scavalcare colonne di libri. Anche sul divano su cui franc'O'brain ci fa accomodare sono adagiati numerosi volumi, riviste, manoscritti, che cortesemente lui spazza via con un gesto circolare del braccio.

Riesco a condurre l'intervista tra una discussione e l'altra tra franc'O e gli altri due suoi ospiti. Xaver Tedeschi è venuto per offrirgli un contratto con la Orlock, mentre Miriam Maya deve mettersi d'accordo con lui per una serie di articoli sulla New Wave britannica da pubblicare sulla prestigiosa testata da lei rappresentata.

Ecco le mie domande e le sue risposte.

- Secondo te esiste ancora un interesse per la SF, dato che l'avvenire della nostra società sembra già segnato?

Anzitutto, benvenuti a tutt'e tre sul Monte Magnetico! Ci troviamo in un punto speciale, sapete? Questo è uno dei due poli segreti della Terra. L'altro si trova quasi esattamente agli antipodi, ovvero nei pressi di Auckland, Nuova Zelanda. Ma veniamo alla tua domanda. La presunta crisi della fantascienza è in realtà un declino dell'editoria, dell'editoria in generale. Chi troviamo oggi a dirigere le case editrici? Non gente competente di letteratura, bensì manager; ragionieri. E neanche dei migliori, dato che molti di loro sono raccomandati. Le collane di fantascienza sono state impolpate con titoli di cyberpunk, e il cyberpunk, in quantità talmente massicce, non dice più niente. L'unico autore di questo sottogenere che io riesco a leggere è Rudy Rucker.

- Vuoi dire dunque che il cyberpunk è superato?

Il cyberpunk che viene oggi pubblicato sì. E' una noia immensa. Un girare in tondo. E' peggio che certa fantasy. Perciò, bisogna cantare le lodi dell'ucronia e dello steampunk: l'una riscrive il passato in chiave fantapolitica, l'altro lo futurizza basandosi sull'elettromeccanica. (Tira un lungo sospiro, si accende una sigaretta, si alza per andare alla finestra e punta i suoi occhi stanchi verso il mondo imbiancato.) Jules Verne, H.G. Wells, Donald Wandrei, Harry Harrison, Philip K. Dick: la fantascienza è questa. Gli scrittori di oggi dovrebbero imparare a scrivere così, dovrebbero tornare a uscire dall"inner space" per far vivere ai loro protagonisti avventure reali. Allora sì che nel pubblico rinascerà l'interesse! Ne abbiamo abbastanza di sconclusionati viaggi all'interno dei circuiti di una macchina virtuale! Se Tizio o Caio si smarrisce dentro un videogame, tutto quello che gli può succedere è, essenzialmente, stupido e noioso. Vogliamo piuttosto tornare a costruire astronavi e intraprendere nuove odissee interstellari. Vogliamo eroi con una coscienza alienologica, incontri ravvicinati con altre razze. E, se proprio gli scrittori di fantascienza desiderano rimanere entro l'atmosfera terrestre, allora che ci propinino qualche bella catastrofe à la Larry Niven/Jerry Pournelle, à la Dick, à la Ballard! L'avvenire della nostra società segnato? (Ride.) Viviamo su una crosta sottilissima che scivola su fiumi di fuoco. Le piattaforme continentali si scontrano di continuo. Il campo magnetico può "spegnersi"  o cambiare direzione da un momento all'altro. Le api stanno tutte morendo... Siamo sempre stati più vicini alla fine totale di tutte le cose che non alla vita... Certo, sì: il destino del mondo è segnato. Però non da ora.

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(... continua...)

 

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