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Rumors: l'Apocalisse è vicina...

Circolano in rete strani e inquietanti filmati di un misterioso globo di luce accanto al Sole. Secondo alcuni esperti, questo globo di luce potrebbe essere il famigerato Nibiru, un pianeta gigante o meglio - a sentire alcuni esperti - una stella bruna con la sua processione di piccoli pianeti. 

Pare che i Sumeri già conoscessero tale fenomeno celeste, tanto da averlo incluso  nelle loro incisioni, nelle loro decorazioni simboliche; ma, anche per loro, più che di un corpo celeste si tratterebbe in realtà di un altro sistema stellare.

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(Fonte: Altrogiornale)

La leggenda vuole che Nibiru incroci il nostro sistema solare ogni 3600 anni. Se ciò fosse vero, il suo passaggio, che si prevede assai prossimo (2010? chi vivrà, vedrà!), generebbe sulla Terra  effetti terribili, disastrosi, catastrofali... come,  secondo gli studiosi, è avvenuto in passato ad ogni passaggio di questa e di altre masse orbitali.

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Guarda sul sito Nibiru2012.it un video della N.A.S.A.

 

Gli americani vanno a caccia di una seconda Terra

La NASA ha lanciato nello spazio il telescopio Keplero, che darà la caccia a pianeti simili alla Terra e dunque "vivibili". La missione durerà 4 anni.
Secondo gli scienziati, nella sola Via Lattea potrebbero esserci migliaia di mondi con condizioni di vita simili a quelle che vigono sul nostro.

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L'ente spaziale americano sembra mostrare una certa urgenza nel voler individuare una Terra-bis. Forse sono venuti a conoscenza dell’inesorabile orbita di avvicinamento di una cometa da impatto cosmico? E’ notizia di questi giorni che un asteroide di 40 mt ci ha sfiorati. Fonte: Corriere della sera. Per chi volesse avere un’idea di cosa vorrebbe dire un crash con un “sasso” di tali dimensioni può osservare le foto del Meteor Crater in Arizona, scavato da un corpo vagante di analoga grandezza.
E da notare che soltanto il satellite SOHO ha scoperto negli ultimi 10 anni oltre 1.600 comete!

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Ma ovviamente ci sono anche altri motivi per cercare di mettersi in salvo: i nostri continenti si poggiano su piattaforme che "scivolano" al di sopra di un fiume di fuoco, e da qui i movimenti tellurici; a quando il prossimo immane terremoto? E poi: il campo magnetico può variare o addirittura sparire del tutto se il nucleo centrale della Terra muta la sua rotazione o si ferma completamente (è già successo in passato). Inoltre c'è il clima che, con la distruzione a quanto pare tutt'altro che parziale dello strato di ozono, ci sta portando verso la catastrofe (scioglimento delle cappe polari; alcune zone diverranno desertiche, altre saranno coperte dal ghiaccio...). Fanno paura le macchie solari, che bisogna sempre tenere d'occhio; se il sole è più vecchio di quel che pensiamo, la fine è veramente prossima: tutti i pianeti del nostro sistema precipiteranno verso la "stella mattutina". E, ancora, i vari pericoli "domestici", quelli di guerre batteriologiche, di contaminazioni radioattive (dove accadrà la prossima Chernobyl? In Italia?), le epidemie a causa di microorganismi letali sempre più resistenti, ecc.
Probabile, anzi probabilissimo, che i potenti vogliano al più presto abbandonare la nave che affonda.

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La missione Keplero mira soprattutto a scoprire i pianeti orbitanti attorno a stelle nelle costellazioni del Cigno e della Lira. Soltanto in quei paraggi ce ne sono migliaia...

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Palla infuocata cade nel Texas

L'amministrazione federale dell'aviazione americana ha ricevuto molte segnalazioni di una grande palla di fuoco e altre piccole macerie, precipitate sul Texas lo scorso fine settimana.

La sfera rossastra è apparsa nel cielo ed è caduta a grande velocità, diventando sempre più bianca. Il fenomeno è stato filmato da diverse persone.

Le autorità hanno pensato che un aereo fosse precipitato nella zona, ma un elicottero inviato a controllare non ha trovato nulla. Altri speculano che si trattava di detriti derivanti dai satelliti russo e americano che si sono scontrati in orbita la scorsa settimana, opzione che è subito stata scartata dal comando strategico del governo americano.

Link del video: http://www.youtube.com/v/f1wgPyzlL2M&hl=it&fs=1

 

Lo scontro dei satelliti

Il satellite russo era spento da tempo, quello americano faceva servizio per il Pentagono. Le agenzie russe a statunitensi stanno lavorando insieme per inviare altre navicelle attorno a una nuvola pericolosa di rottami che aleggia nel cielo come un cestino dell'immondizia pronto ad esplodere.
Osservatori del traffico spaziale hanno riferito che avevano previsto già da tempo il possibile passaggio nelle vicinanze dei due satelliti coinvolti nello scontro, ma a causa dell'elevata "spazzatura spaziale" non erano stati capaci di definire perfettamente l'esatta traiettoria né di prevedere la collisione.
Apparentemente, la maggior parte dei detriti in orbita sono stati causati dall'operazione di distruzione di un satellite metereologico cinese, demolito da un missile nel 2007.

 

La terra trema!

Prendiamo a prestito il titolo di un film per segnalare un preoccupante aumento dell'attività tellurica in svariate zone del globo terracqueo. Gli esperti cercano di non seminare il panico, ma una rapida ricerca con Google-News ci fornisce i risultati sottostanti.

(Nota: ottobre e novembre sembrano essere mesi particolarmente "hot" dal punto di vista sismico...)

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31 ott 2008
E' stato un vero e proprio sciame sismico quello che ha investito mercoledì mattina la regione pakistana del Balochistan, al confine con l’Afghanistan. Tre scosse di intensità superiore a 6 gradi Richter hanno devastato una regione già povera e martoriata dalla guerra al terrorismo islamico, radendo al suolo le povere case di fango e legno e danneggiando tutte le principali vie di comunicazione e le infrastrutture.
Già nell’ottobre del 2005 il Pakistan Nord occidentale è stato colpito da un tremendo terremoto, che ha causato più di 73.000 vittime e devastazioni in un’intera regione.

31 ott 2008
Commemorazione all’interno del cimitero di Avellino - si ricordano le vittime del terremoto del 23 novembre 1980

31 ott 2008
Sono passati sei anni dal terremoto del Molise che - tra il 31 ottobre , con inizio alle 11.32, e il 2 novembre 2002 - provoco' la morte di 30 persone.

31 ott 2008
Un’equipe di Medici Senza Frontiere ha raggiunto l’area di Ziarat, la zona più colpita dal terremoto, dove la potenza del sisma ha distrutto la maggior parte delle case costruite con il fango, costringendo le persone a dormire all’addiaccio. Circa 150mila persone vivono nel distretto di Ziarat, situato in una vasta area montagnosa a 75 km a nord di Quetta, con circa 50mila persone gravemente colpite.

31 ott 2008
Una replica di terremoto di magnitudo 5,0 ha scosso il sudovest del Pakistan, vicino alla città di Quetta, tre giorni dopo il forte sisma che ha provocato la morte di oltre 300 persone e migliaia di senzatetto. Per il momento, non si hanno notizie di danni a persone o cose.

31 ott 2008
Un forte sisma di magnitudo 6,0 sulla scala Richter si è verificato al largo della Papuasia Nuova Guinea. Lo ha reso noto l'Istituto geofisico americano (USGS), senza indicare, al momento, vittime o danni materiali. L'epicentro della scossa sottomarina è stato localizzato a 685 km a nord di Port Moresby, la capitale della Papuasia Nuova Guinea, mentre il suo ipocentro è stato registrato a 10 km di profondità.

31 ott 2008
Un forte terremoto ha scosso la notte scorsa la parte sud occidentale del Pakistan, nella provincia del Belucistan ai confini con l'Afghanistan, facendo almeno 190 vittime, ma il bilancio è ancora incerto, poiché molti villaggi non sono stati ancora raggiunti dai soccorritori e centinaia di case, per lo più fatte di mattoni di fango, sono distrutte o danneggiate. La commissione Ue è pronta ad inviare aiuti. Secondo le autorità locali il sisma, di magnitudo 6,4 sulla scala Richter, avrebbe provocato non meno di 190 vittime. L'epicentro è stato calcolato dai geologi dell'Istituto di Geofisica americano a 15 km di profondità nella zona a nord est di Quetta, capoluogo di provincia del Belucistan, 640 km a sudovest di Islamabad.

29 ott 2008
E' stato rivelato un sisma di magnitudo 5,4 che ha avuto come epicentro la città di Los Angeles.

29 ott 2008
Sono passati poco più di tre anni dal terremoto che l'8 ottobre del 2005 devastò il Pakistan nella regione del Kashmir, al confine con l'India, facendo oltre 73 mila morti, quasi 70 mila feriti e tre milioni di senzatetto. Il sisma, del grado 7,6 della scala Richter, si verificò alle 8,50 ora di Islamabad. Interi villaggi delle zona montagnosa a nordest della capitale vennero letteralmente rasi al suolo. Anche a Islamabad un complesso residenziale di lusso, il Margala Tower, crollò uccidendo decine di persone. Fra queste c'era anche un italiano, Alberto Bonanni, 46 anni, friulano, insegnante all'ambasciata italiana.

27 ott 2008
Sicilia: scossa di terremoto
Messina - Per una decina di secondi, alle 11.56 di questa mattina, la parte Nord-Est della Sicilia ha tremato per una scossa di terremoto abbastanza violenta, di magnitudo 4 della Scala Richter.
Il movimento tellurico ha investito in particolare il Golfo di Patti. Secondo gli esperti, l'epicentro del sisma si troverebbe sulle montagne della costa fra Castroreale Terme e Marchesana Lido alla profondità di 4,3 chilometri.

23 ott 2008
Un evento sismico e' stato avvertito dalla popolazione nella provincia di Cuneo. L'epicentro e' stato localizzato tra i comuni di Aisone, Demonte e Vinadio. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico e' stato registrato intorno le 5,06 con una magnitudo di 3.9.

23 ott 2008
Un terremoto di magnitudo 3.9, come riporta un bollettino dell’Us Geological Survey, si è verificato nel nord Italia, in Piemonte ai confini con la Liguria.

20 ottobre 2008
Dolomiti: crollo su Pale S. Martino originato da un terremoto.
Potrebbe essere stato originato da un evento sismico il crollo roccioso verificatosi domenica mattina sulle Pale di San Martino...

20 ottobre 2008
Indonesia: terremoto di 6,5 gradi della scala Richter. Il sisma ha colpito l'isola di Sulawesi nell'arcipelago indonesiano. E' stato registrato alle 13 ora locale al largo dell'isola, a un centinaio di chilometri dalla città di Toli-Toli, 350 km a nord ovest da Palu.
Momenti di paura, sopratutto a Toli-Toli, dove la gente è corsa fuori dagli edifici in preda al panico, ma al momento non sono segnalate né vittime né danni.

18 ott 2008
A New York la delegazione della Regione Calabria per il meeting che il prossimo 20 novembre si terrà alla Columbia University in occasione della ricorrenza del centenario del terremoto di Reggio e Messina (1908).

18 ott 2008
Nel 2008 si è cercato di risolvere il problema dell’acqua per irrigazione nel Fucino con l’apertura di 5 pozzi, realizzati dalla Regione Abruzzo. L’iniziativa realizzata, pur lodevole negli intenti, purtroppo suscita molte perplessità.
Già il terremoto del 1915 è stato causato dallo scombussolamento dell’equilibrio idrogeologico e noi oggi, se non ci fermiamo, stiamo forse causandone un altro ancora ...

16 ott 2008
Terremoti: lieve scossa anche in Friuli.
La settimana scorsa in Veneto, nel weekend in Alto Adige, ieri in Friuli Venezia Giulia e stamattina di nuovo in Friuli e Veneto. Sembra che il Nord-est del paese sia vittima di movimenti tellurici a ripetizione.
Erano circa le 7 di questa mattina quando la terra ha tremato tra Veneto e Friuli. Il sisma è stato di magnitudo 2.5 gradi Richter. L'epicentro fra i comuni di Erto e Casso, Cimolais e Claut, in provincia di Pordenone.

13 ott 2008
Paura per Clooney e McGregor: Terremoto sul set a Puerto Rico, Come riporta The Sun, la scossa ha raggiunto il sesto grado della scala Richter, ma fortunatamente sia tra la troupe che tra gli abitanti non ci sono vittime.

12 ott 2008
Perugia - L'Umbria è sempre sotto minaccia di terremoti. Lo dimostra la lieve scossa registrata questa mattina tra le province di Perugia e Terni. E' stato intanto firmato il protocollo d'intesa per il consolidamento e il restauro dell'area pubblica monumentale della frazione di Mevale, distrutta dal terremoto che nel 1997 colpì le Marche e l'Umbria.

12 ott 2008
Russia: terremoto nella penisola della Kamchatka - Nessun danno a cose o persone. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Ria-Novosti, un terremoto di magnitudo 4.4 della scala Richter si è verificato nella notte vicino alla costa est della penisola della Kamchatka. I geofisici dell'Accademia russa di scienze hanno reso noto che l'epicentro è stato individuato a 80 km di profondità sotto il livello del mare, nella baia di Kronotski, ma hanno anche assicurato che per ora non c'è alcun allarme tsunami. Non si sono verificati danni a cose o persone.

11 ott 2008
Russia/ Cecenia: sale a 13 morti e 105 feriti bilancio terremoto. Lo ha annunciato un portavoce del ministero russo, secondo il quale, dopo il terremoto, 52mila persone sono rimaste senza elettricità.

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Richard Long (uno dei massimi artisti inglesi, riconosciuti internazionalmente fin dagli anni Sessanta soprattutto per aver esteso le capacità della scultura oltre i metodi e i materiali tradizionali) installerà a Gibellina l’opera "Circle of life", a dieci anni di distanza da quella esposta ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo, una composizione a forma di ruota in perlato di Sicilia. Prosegue, intanto, nel territorio della stessa Gibellina, a poca distanza dall’opera di Richard Long, l’attività che Riso, nell’ambito del progetto 5venti, ha coordinato per il restauro del Grande Cretto di Alberto Burri, un sudario di cemento bianco, realizzato tra gli anni 1985 e 1989 sulle rovine della vecchia Gibellina distrutta dal terremoto del 1968, interessando un’area di circa 65.000 mq di superficie.

10 ott 2008
Durante il tour in Cina, la cantante Avril Lavigne ha anche visitato i bambini della provincia di Sichuan, zona fortemente colpita dal terremoto dello scorso maggio...

9 ott 2008
Due scosse da 3,2 e 2,6 gradi della scala Richter a Montebelluna e Oderzo. Doppio evento sismico nella Marca: una scossa di terremoto di magnitudo 2.6 gradi della scala Richter e un'altra di magnitudo 3,2 hanno colpito nell'arco di un giorno la provincia di Treviso.
La terra ha tremato la prima volta mercoledì sera poco dopo le otto: l'epicentro del terremoto  è stato localizzato nella zona di Oderzo, a Piavon. Secondo i rilievi effettuati l’evento sismico ha avuto una magnitudo di 2,6 della scala Richter ed è durato poco più di un minuto.
A segnalare il piccolo sisma è stata la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Dalle verifiche effettuate al momento non risultano danni alle persone o alle cose.

8 ott 2008 
Ieri l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in collaborazione con le autorità, l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Coordinamento degli Aiuti Umanitari e la sede locale delle Nazioni Unite nel Kyrgyzstan, hanno inviato una prima spedizione di 400 materassi e 1.500 coperte dal magazzino di Osh, per aiutare le vittime del forte terremoto che ha colpito la remota regione montuosa del Kyrgyzstan, vicino al confine con il Tajikistan e la Cina, domenica notte.

7 ott 2008
Il terremoto che nel luglio 2007 danneggiò la centrale nucleare giapponese Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo, ha convinto l'Aiea a creare un centro protezione antisismica centrali.

7 ott 2008
Centro sismologico di Grottaminarda: inaugurazione il 23 novembre. Tale data non è solo la ricorrenza del terremoto in Irpinia del 1980 ma è anche l'inizio della ricerca sismologica in Italia in maniera più approfondita.

6 ott 2008
Il Kirghizistan meridionale è stato colpito da un terremoto di magnitudo 6,6 della scala Richter. Lo riferisce l`agenzia stampa russa `Interfax`. Oltre 90 i morti, tra cui molti bambini.

6 ott 2008
E' di almeno 30 morti il bilancio provvisorio del terremoto di magnitudo 6,6 della scala Richter che ha colpito il Tibet.


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    MAPPA DEGLI ULTIMI FORTI TERREMOTI (con Google Maps)

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CO2: Italia zona a rischio

 

Brutte notizie. Nel nostro Paese la concentrazione di anidride carbonica supera le 386 parti per milione ed è quindi più alta della media mondiale (383). Ma non è tutta CO2 prodotta da noi: molta di essa arriva... dal Nord America, attraverso le costanti correnti d'aria.
Guardando le ricostruzioni grafiche e le animazioni realizzate dai ricercatori americani, infatti, si deduce che la CO2, piuttosto che distribuirsi uniformemente su scala globale (come ci si aspetterebbe nel caso di un gas in continuo movimento), tende a formare sacche e fasce in talune zone del mondo anziché in altre. Moltissima di questa anidride carbonica ristagna sul Mediterraneo, e sull’Italia in particolare. Altre evidenti sacche sono sopra il Medio Oriente, alimentate dall’Asia Meridionale; e sul Pacifico a causa delle emissioni dell’Asia Orientale.

 

Diversi ricercatori fanno notare che, spinti dalle correnti globali, assieme alla CO2 arrivano da noi altri inquinanti atmosferici che non generano effetto serra, ma effetti tossici sull’ambiente e sui viventi. In passato questo fenomeno era già stato segnalato. Ora la ricerca americana (questo il link) lo conferma.

Due grossi asteroidi hanno sfiorato la Terra

La NASA ha avuto ragione: non ci hanno colpito

Più precisamente si tratta di un doppio asteroide (denominazione: "2008 BT18") e ci ha mancato per 2,24 milioni di chilometri, che equivale a sei volte la distanza tra la Terra e la Luna. Dunque, apparentemente non c'era da preoccuparsi. Ma se si considera che il doppio oggetto viaggiava - e continua a farlo - a 45.000 km. all'ora, e che uno dei "gemelli" ha un diametro di 600 metri (contro i 200 metri dell'altro), è d'uopo tirare un sospiro di sollievo.

Il "passaggio" è avvenuto verso le 17 di ieri (lunedì).

... e non se ne è accorto nessuno.

Non per fare il "profeta della fine del mondo", ma prima o poi l'impatto ci sarà. E forse avverrà con qualche "astro" vagante di dimensioni anche più imponenti di BT18.

Ci sono due metodi per calcolare il rischio di impatti: per il primo si utilizza la Scala Torino, per l'altro (che trova maggiore uso tra gli astronomi) la Scala Palermo

La Scala Torino va dallo 0 ("nessun pericolo") al 10 ("allarme rosso"). Vengono classificati di grado zero anche i possibili impatti di oggetti troppo piccoli per riuscire a superare lo scudo dell’atmosfera terrestre.
Un evento viene classificato valutando due fattori: la probabilità che avvenga la collisione e l’energia cinetica posseduta dall’oggetto. Un oggetto in grado di avvicinarsi più volte alla Terra potrà avere distinti valori nella Scala, uno per ciascuno dei suoi passaggi ravvicinati.

La Scala Palermo (Palermo Technical Impact Hazard Scale) usa logaritmi. Il valore 0 nella Scala Palermo definisce una possibilità assai remota di rischio (1=100), 1 corrisponde a un rischio dieci volte maggiore (10=101), 2 cento volte maggiore (100=102) e così via.


I recenti passaggi più critici (almeno secondo fonti ufficiali)
 
- Il 18 marzo 2004 alle 23:08 (ora italiana) l'asteroide 2004 FH, una massa di roccia compatta dal diametro di circa 30 metri, è sfrecciato al di sopra della zona meridionale dell'Atlantico mancando il nostro pianeta di appena 43.000 km. 
- Il 31 marzo 2004 l'asteroide 2004 FU162, di soli 6 metri di diametro, ha sorvolato la Terra  a un'altitudine di 6.500 km. Ci ha praticamente lambiti!
- Il 29 gennaio 2008 alle ore 09:33 l'asteroide 2007 TU24 è passato a 538.000 km. dalla Terra; una distanza che sembra enorme ma che gli astronomi ritengono assai critica.

La verità è che parecchi eventi (non solo passaggi ma persino collisioni) vengono ignorati dai media. Vedi p.es. qui

http://www.ecplanet.com/canale/astronomia-9/asteroidi-112/0/0/14360/it/ecplanet.rxdf

qui
http://www.ecplanet.com/canale/astronomia-9/asteroidi-112/0/0/30060/it/ecplanet.rxdf

e soprattutto qui
http://www.ecplanet.com/canale/astronomia-9/asteroidi-112/0/0/24955/it/ecplanet.rxdf .

Secondo le stime più recenti sono circa 1200 gli asteroidi “pericolosi”, ma soltanto del 40% di questi conosciamo le orbite con precisione tale da prevedere il loro percorso futuro. 

 

- Il 13 aprile 2029 Apophis (noto anche come asteroide 99942) passerà vicino al nostro pianeta. Tra noi e Apophis ci sarà una distanza pari a non più di tre volte il diametro della Terra. Secondo gli studiosi dell'Università del Michigan, un evento del genere accade in media soltanto ogni 1.300 anni.

- Il 16 marzo 2880 l'asteroide (29075) 1950 DA si avvicinerà talmente che al momento non si esclude la probabilità di una collisione. La percentuale viene comunque ritenuta bassa: appena lo 0,33 %.

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La possibilità che un impatto disastroso sia possibile lo insegna in 2028 - il pericolo viene dal cielo la giornalista scientifica Nanni Riccobono. Il suo libro è la cronistoria delle "ferite aperte", rimarginate, scomparse, inflitte alla Terra, usata come bersaglio da un uragano di corpi celesti. Dall’Arizona al Sud Africa, dalla Siberia al deserto Arabo. Per non parlare dell’enorme cratere formato da un asteroide a Chixulub, nella regione dello Yucatan, 65 milioni di anni fa, che spazzò via la metà degli esseri viventi sul nostro pianeta, compresi i dinosauri.

 

100 anni fa la terribile esplosione sui cieli della Siberia

Tra le ipotesi la disintegrazione di un asteroide, ma anche lo «scontro» con un blocco di antimateria cosmica

 

Un'immagine della foresta carbonizzata (da www.americandigest.org)
Un'immagine della foresta carbonizzata (da www.americandigest.org)

Un secolo fa, esattamente il 30 giugno 2008, in piena Siberia (e per fortuna che non accadde in una regione della Terra abitata dall'uomo!), si verificò un'esplosione equivalente a mille bombe nucleari di tipo Hiroshima. Molte le ipotesi su quel terribile fenomeno o "incidente". Alcuni sostengono addirittura che si sia trattato di un esperimento dell'inventore Nikola Tesla, il quale avrebbe voluto testare il suo "raggio della morte"...
Tante le supposizioni, tanti i tenui indizi, e ancora nessuna ipotesi definitivamente provata. Caduta di una cometa o di un asteroide? Esplosione di una bolla naturale di gas metano? Oppure, per tornare a scivolare sul fantascientifico, collisione fra il nostro pianeta e un grumo di antimateria? Oppure lo schianto di un’astronave aliena?

You Tube: A visit to the site of the Tunguska explosion ('New Scientist')

You Tube: Tunguska Explosion 30 Juny 1908 (contiene riprese filmate dell'epoca)

ACCECANTE COME UN SOLE - Il 30 giugno 1908 alle 7,14 del mattino, quando sull'altopiano siberiano è già giorno, appare un oggetto simile a un disco solare, con una luminosità ancora più accecante del Sole. Sfreccia da Sud-Est a Nord-Ovest, riempiendo il cielo di bagliori intermittenti blu e bianchi e lasciandosi dietro una scia di fuoco e fumo. Fende l'aria con un sibilo, poi piega verso il suolo e inonda l'orizzonte di un rosso cupo, prima di scomparire con un sordo boato. Questa è almeno una delle versioni, riferita da veri o presunti testimoni oculari. Costoro affermarono di aver visto distintamente il disco luminoso, contornato da tutti i suoi fenomeni accessori; altri lo percepirono "soltanto indirettamente", come un lampo, una colonna di fumo, un tremendo tuono che fa vibrare l'aria e il terreno. L’oggetto sembra cadere in una zona disabitata, immediatamente a Nord della Tunguska, uno di quei grandi fiumi che dalle alture orientali si tuffano nel bassopiano siberiano a ingrossare le acque dello Jenisej. Il paesaggio è quello tipico dell'altopiano siberiano: catene montuose e vallate che si succedono monotone, ricoperte dalla taiga, la fitta foresta di conifere secolari. Tutto attorno, una complessa rete fluviale, punteggiata da paludi malsane. La zona, d’inverno, è il regno delle nevi e dei ghiacci, con temperature che scendono oltre i 50°C sotto lo zero. Ancora nel 1908 era poco esplorata, e difatti le carte geografiche erano assai vaghe nel riportarla. Vi vivevano, disseminati in migliaia di chilometri quadrati, popolazioni di cacciatori nomadi. L'oggetto non identificato scelse una depressione naturale per scatenare tutta la forza del suo impatto: una conca circondata da colline e montagne e ricoperta da alte conifere. Le esatte coordinate geografiche, determinate soltanto 19 anni dopo il fatto, sono 60° 53’ 09” di latitudine Nord; 101° 53’ 40” di longitudine Est.

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LA FORESTA CARBONIZZATA - Il disastro è di vastissime proporzioni: circa 2mila km quadrati di foresta bruciata e devastata, migliaia di animali abbattuti e, stando alle testimonianze locali, molti cacciatori e abitanti di povere capanne feriti e ustionati; ma, curiosamente, nessun morto tra gli umani. Ancora oggi, a testimonianza di quel cataclisma, resistono centinaia di tronchi di alberi abbattuti e carbonizzati, a indicare con il loro orientamento gli effetti dell’onda d’urto. Al centro dell'esplosione, però, gli alberi rimasero in piedi. Ed è questo uno dei fenomeni più misteriosi, che che dà ragione agli scienziati che tendono a credere alla teoria dell'esplosione atomica. I bagliori vennero visti fino a una distanza di 600-700 km; il rumore udito fino a ben 1000 km. Per dare un'idea della portata di tali cifre, se l'esplosione si fosse verificata a Roma, sarebbe stato vista da un capo all'altro della penisola e udita da Francoforte a Tripoli, da Barcellona a Belgrado. Il mondo rimase per parecchio tempo più o meno inconsapevole dell'evento, ma i sensibili pennini dei sismografi e dei barografi dell'Europa intera registrarono l'accaduto, che venne interpretato come uno dei tanti terremoti lontani (forse in seguito a qualche eruzione vulcanica). Molti anni più tardi, saranno gli studi comparativi delle registrazioni sismiche e barometriche a permettere di calcolare la potenza scatenata dall'esplosione della Tunguska che fu di circa 13 mila kilotoni, equivalente cioè a un migliaio di bombe come quella sganciata su Hiroshima. Le notti successive all'evento, un altro e più appariscente fenomeno s’impose alle popolazioni europee e asiatiche delle alte latitudini: molte ore dopo il tramonto del Sole, infatti, persistette una luminosità crepuscolare di straordinaria intensità. I giornali parlarono di «fantasmagorici bagliori notturni» e gli astronomi spiegarono che, probabilmente, si trattava di aurore boreali connesse all'attività del Sole.

IL CRATERE CHE NON C'E' - Trascorso il turbine della prima guerra mondiale e della rivoluzione bolscevica, bisognerà aspettare il 1921 perché un ricercatore del Museo di Mineralogia di Petrograd, Leonid A. Kulik, incuriosito dai ritagli ormai ingialliti dei giornali del 1908, decida di compiere il primo sopralluogo nella zona del disastro. Si reca, innanzitutto, nei centri più popolosi ai margini dell'area colpita, alla ricerca di testimoni oculari, e raccoglie una grande quantità di prove. Riesce a ricostruire la traiettoria del corpo, pensa che si tratti di un grosso meteorite che cadendo a terra ha scavato un cratere e ritiene di poterlo scoprire, recuperando anche i frammenti del presunto corpo celeste. Per aver successo nell'impresa occorre una spedizione ben organizzata, in grado di penetrare tra le foreste e le montagne che circondano il luogo dell'impatto. Kulik impiegherà sei anni per convincere i membri dell'Accademia Sovietica delle Scienze a finanziare l'impresa. Ma la ricognizione non dà i risultati sperati: dopo mille fatiche e difficoltà, lo studioso non trova ne’ il cratere, ne’ i frammenti del meteorite.

COMETA O ASTEROIDE? - Per superare queste contraddizioni, comincia a farsi strada un'idea, avanzata nel 1930 dall'inglese J. W. Whipple, che identifica l'oggetto con il nucleo di una piccola cometa avente circa 40 m di diametro, una stima che sarà poi rivalutata da alcuni astronomi favorevoli a tale ipotesi. Un nucleo cometario, ragiona Whipple, penetrando ad alta velocità nell'atmosfera, può dare luogo a un'onda d'urto e a un'esplosione distruttive e, nello stesso tempo, a causa della sua bassa densità e della sua struttura a conglomerato di ghiacci e polveri, può disintegrarsi completamente, disperdendo una grande quantità di piccoli grani solidi. Si spiegherebbero in questo modo il fenomeno delle notti lucenti, il mancato ritrovamento di grossi frammenti meteoritici e l'assenza di crateri da impatto. Questa, ancora oggi, è l’ipotesi sostenuta da molti scienziati russi. Quelli occidentali, invece, propendono per un piccolo asteroide, anche questo esploso e vaporizzato in aria, tra 5 e 10 km d’altezza, che avrebbe lasciato al suolo soltanto tracce microscopiche. La domanda ancora da chiarire è: come mai gli alberi presenti nel fulcro dell'impatto sono rimasti intatti? Possibile che la cometa (o asteroide, o meteorite) sia esploso al di sopra della superficie terrestre?  

L'ALTRO MISTERO: QUELLO IN FONDO AL LAGO - La Tunguska ha attratto l’attenzione anche di un gruppo di studiosi italiani coordinato dal professor Giuseppe Longo, un fisico dell’Università di Bologna. Essi, dopo sopralluoghi e analisi, pensano di avere individuato in un piccolo laghetto denominato Cheko il cratere scavato da uno dei frammenti del presunto asteroide. L’ipotesi, avanzata in un articolo sulla rivista scientifica Terra Nova (agosto 2007), non è condivisa da altri esperti e richiederà ulteriori esplorazioni sul fondo del piccolo lago, alla ricerca di eventuali frammenti del corpo celeste. Fra le ipotesi più stravaganti ne esistono due che tuttavia si basano su studi scientifici qualificati. La prima, elaborata da Willard Libby, lo scopritore della tecnica di datazione col carbonio 14, si basa proprio sull’abbondanza di questo isotopo riscontrata negli anelli di accrescimento degli alberi subito dopo il fenomeno: fatto che viene attribuito alle conseguenze di una possibile annichilazione fra la materia terrestre e un blocco di antimateria spaziale venuto a contatto con l’alta atmosfera. La seconda ipotesi, avanzata da un gruppo di fisici dell’Università del Texas, riconduce i fenomeni descritti in Siberia nel 1908 allo scontro fra il nostro pianeta e un mini buco nero, come quelli la cui esistenza è stata postulata dall’astrofisico Stephen Hawking.

Lago andino svuotatosi in poche ore

Completamente prosciugato, nel corso di pochissime ore, il lago andino Cachet 2, situato nella Patagonia cilena. Lo specchio d'acqua, che conteneva 200 miliardi di litri, si è improvvisamente svuotato nella notte tra domenica e lunedì, come conferma il Centro studi scientifici di Valdivia. A provocare il fenomeno è stato lo scioglimento, causa le alte temperature, del ghiaccio che bloccava un tunnel sotterraneo. Lo scorso anno, nella stessa zona, era scomparso il lago Témpanos, di 1,8 kmq.

lagocyber_300 Questi fenomeni sono da imputarsi a rivolgimenti naturali forse non direttamente collegati al cambiamento globale del clima, ma è bene tenerli d'occhio, perché spesso c'è anche la mano dell'uomo. Ne sa qualcosa l'ecologista Fred Pierce: "Il posto più tragico che ho visto è la Repubblica del Karakalpakstan, in Uzbekistan. Lì c’era il grande lago di Aral, ora non si vede una goccia d’acqua per decine di chilometri: tutto prosciugato per irrigare i campi di cotone, quel cotone che non serve più per le uniformi dell’Armata Rossa, ma per le maglie che acquistiamo nei centri commerciali. Ogni volta che noi europei compriamo un abito, inconsapevolmente contribuiamo a questo scempio".

Satellite U.S.A. fuori controllo

Non è ancora possibile stabilire dove si schianterà. L'impatto con la Terra è previsto tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Si tratta di un satellite-spia americano di notevoli proporzioni che ha perso l'energia propulsiva necessaria per mantenere l'orbita prevista e di cui gli scienziati non hanno più il controllo.
 "Sono molti i satelliti che nel corso degli anni sono usciti dalla loro orbita e sono precipitati" ha ammesso un portavoce del National Security Council.
Ancora una situazione che potrebbe fornire ispirazione a più di uno scrittore di "fantascienza"...

Come sarà il mondo nel 2030

Più che un ricercatore, Ray Hammond è uno scrittore di fantascienza: The Cloud, Emergence, Extinction... sono le sue opere più note.

Nel suo rapporto The World in 2030, scritto per conto di PlasticsEurope nelle vesti di "futurologo", Hammond ci dice diverse cose interessanti, ma anche delle ovvietà. Tra l'altro, che le condizioni atmosferiche nel 2030 saranno molto probabilmente assai estreme e che la soluzione per la crisi energetica sarà quella di sfruttare fonti di energia naturale e pulita (solare, eolica, del moto ondoso e geotermica).
Grazie, Hammond; ma questo lo avevamo capito da soli.

Poi: "L’essere umano potrebbe vivere fino a 130 anni", e ciò in seguito alle ricerche sul DNA e agli altri sviluppi della medicina. Ma vivere dove, visto che l'ecosistema sarà distrutto? Sotto una tenda d'ossigeno?

"Ci sarà una 'super rete' sempre accesa e sempre collegata." Bene, bravo, ma questo è qualcosa che accade già oggi in molte case...

Poco utile anche apprendere che i computer nel 2030 saranno almeno mezzo milione di volte più potenti di quelli attuali ("Legge di Moore"). Tanta velocità - purtroppo - non aiuta ad aumentare anche quella del nostro pensiero. I dati, una volta risucchiati nella memoria, necessitano di essere assorbiti e capiti...

  Veniamo inoltre a sapere che le tecnologie Radio Frequency Identification (Identificazione a radio frequenza) e i sensori senza fili consentiranno di localizzare e di controllare costantemente i movimenti di esseri umani, animali, merci e quant’altro. (Ipotesi preoccupante per quel che riguarda soprattutto gli umani; ma anche tale controllo è già in atto)

Il controllo elettronico a distanza per elettrodomestici, consentito da dispositivi e componenti in plastica, permetterà di massimizzare i flussi di energia di frigoriferi, lavatrici ecc. con una conseguente riduzione delle emissioni di gas serra. Mah. Si vedrà. Per ridurre tali emissioni, non basta certo "internettizzare" anche gli elettrodomestici...

Le "personalità software" entreranno a far parte della nostra vita quotidiana come assistenti personali e compagni virtuali all’interno di dispositivi mobili. Esse impareranno a conoscerci, a provare emozioni e comunicheranno con noi mediante auricolari e segnali inviati alla retina da occhiali speciali. Bene. Ma, di nuovo: a che pro'? Non sarebbe meglio avere amici in carne e ossa, da ascoltare, guardare e toccare senza bisogno di accessori superflui?


Per concludere, The World in 2030 è un rapporto che in sostanza non ci svela alcunché, bensì sintetizza quali saranno le possibili "scoperte" (è meglio chiamarli "sviluppi") dei prossimi 25 anni. Tutte cose previdibili e già sentite. Molto meglio leggere i dossier dei futurologhi del Club of Rome, indirizzati più verso l'interesse dei singoli che verso quelli delle megacorporazioni.

Tra clonazione umana, disoccupazione di massa, catastrofi ecologiche e meteoriti portatori di epidemie, possiamo affermare che il futuro, ad ogni modo, si prospetta tutt'altro che roseo. Chi sopravvivrà fino al 2030, dovrà usare le unghie e i denti per adattarsi. 

Sempre che non si avveri la profezia Maya.

 Nessun ricercatore ci ha ancora comunque fornito risposte sull'anima, sull'Aldilà, o comunque su come fermare la folle corsa del nostro pianeta verso la voragine certa e come poter girare le lancette all'indietro. La vera sfida sarebbe - anzi: è - questa.

 

Perù: misteriosa epidemia causata da un meteorite

Il cratere è largo 30 metri e profondo 6. Si trova nel sud del Perù, nel luogo dove si è abbattuto un meteorite. Nel villaggio di Puno, non distante dal confine boliviano, l'impatto è stato avvertito in maniera fortissima, tanto che sulle prime gli abitanti hanno pensato a un aereo passeggeri precipitato. Poi l'aria si è riempita di un odore sgradevole e ora le stesse persone accusano mal di testa e conati di vomito. 7 poliziotti sono stati trasportati in ospedale dopo che si sono recati nei pressi del cratere per sbarrare la zona.

Esperti e squadre di soccorso stanno ispezionando i resti del corpo celeste per analizzarlo.

 

Allarme sole

Ancora quattro anni e poi le emissioni solari attaccheranno la nostra civiltà

Astronomi europei e americani hanno proferito un pronostico preoccupante: nel periodo che va dalla fine del 2011 all'inizio del 2012, il Sole raggiungerà la sua massima attività, e questa sarà talmente intensa che influenzerà notevolmente l'operato delle attrezzature elettriche e di navigazione sulla Terra.
E non solo sulla Terra: anche i satelliti in orbita potrebbero venirne danneggiati (costo attuale giornaliero: almeno 200 miliardi di dollari).

 Nel periodo 2011-2012, sul Sole verranno a formarsi dalle 90 alle 140 nuove macchie. Gli astronomi sono giunti alla conclusione che avranno luogo due tempeste magnetiche particolarmente potenti, probabilmente nell'ottobre 2011 e nell'agosto dell'anno seguente.
Tra sei-dodici mesi gli scienziati ci riveleranno dettagli più precisi in proposito.

Fonte: Douglas Beseker, specialista del Centre for the Studies of Celestial Phenomena con sede in Colorado (USA)

Ghost Cities 2100

Napoli potrebbe essere cancellata da una nuova eruzione del Vesuvio, come quella che distrusse Pompei nel 79 d.C., e Venezia potrebbe essere sommersa dall'acqua alta.

Non è lo scenario di un film di fantascienza ma quanto prospettato dalla rivista finanziaria Forbes, che ha pubblicato le "Ghost Cities 2100", le città che rischiano di scomparire in questo secolo.

Mentre le megalopoli continuano a crescere, spiega Forbes, altre città si stanno restringendo e sono minacciate da fenomeni naturali e sociali. In Giappone, molti villaggi rurali rischiano di scomparire. Stesso problema per alcune città del Dakota e del Kansas, negli Stati Uniti.

A rischio di una graduale "estinzione" anche grossi centri urbani come Berlino. Dopo la Caduta del Muro nel 1989, molti hanno lasciato la parte est per trasferirsi a ovest. Per analizzare il fenomeno nella capitale ma anche a livello mondiale, il governo tedesco ha sponsorizzato lo "Shrinking Cities Project", che ha analizzato Detroit, Ivanovo (Russia), Lipsia, Manchester e Liverpool. La popolazione di Detroit, ad esempio, è diminuita di un terzo dal 1950 e potrebbe ridursi ancora fino al 2030.
Secondo alcuni ricercatori dell'università della California, San Francisco potrebbe essere colpita entro il 2086 da un terremoto di magnitudo 7. Sorte peggiore per Banjul, la capitale del Gambia, che rischia di sprofondare interamente nell'oceano a causa di fenomeni erosivi e per l'innanzamento del livello del mare. Tra le possibili "città-fantasma" anche Venezia e Napoli.
Venezia, dove già adesso l'acqua alta rappresenta un serio problema, rischia di essere sommersa. A Napoli, più di mezzo milione di persone che vivono nella Zona Rossa (quella piu' vicina al Vesuvio) sono a rischio in caso di una nuova forte eruzione. 

'The Day After Tomorrow' non è un brutto film. Ma...

 ... sarebbe stato molto meglio se qualcuno avesse suggerito al regista Roland Emmerich di leggere The World in Winter ("L'inverno senza fine"), uno dei capolavori dello scrittore di fantascienza John Christopher. The World in Winter risale al 1962 e, come nel caso del film in questione, descrive l'avvento della glaciazione a causa del surriscaldamento dell'atmosfera terrestre. Christopher però popola il romanzo con personaggi molto realistici e affronta il "se" e il "come" l'umanità sarebbe veramente in grado di sopravvivere a una nuova Era del Ghiaccio.
Scritto da un punto di vista liberale, il libro ci confronta con temi quali: razzismo, colonialismo, lealtà, tensioni tra ricchi e poveri... 

La trama:

Il gelo scende dal nord, e i primi a subirne le conseguenze sono i ricchi paesi europei e gli Stati Uniti. Il romanzo segue la storia del giornalista londinese Andrew Leedom. Sua moglie lo abbandona poco prima della catastrofe e questo aiuta il lettore, che per le prime decine di pagine si immerge in una vita del tutto normale, per poi trovarsi a scivolare lentamente, e quasi senza accorgersene, in un mondo sconvolgente. Gli europei abbandoneranno il Vecchio Continente per rifugiarsi nei caldi paesi dell'Africa Nera, dove ovviamente conosceranno un razzismo al contrario...


Dello stesso autore britannico sono anche The Death of Grass ("Morte dell'erba"), altro splendido esempio di letteratura post-apocalittica, e la trilogia sui "Tripods" (macchine con tre piedi scese sulla Terra per assumere il controllo del nostro pianeta).
Insieme a John Wyndham e immediatamente dopo Aldous Huxley e Arthur C. Clarke, John Christopher (vero nome: Samuel Youd) è da considerarsi tra i maggiori scrittori inglesi di SF.  

Hawking e' pessimista

"Non lo so": ecco la risposta finale di Stephen Hawking alla domanda sulla capacita' di sopravvivenza dell'umanita'.
Circa un mese fa, il famoso fisico ha proposto un'interessante questione alla comunita' internettiana di "Yahoo": "Come potra' sopravvivere l'uomo nei prossimi cento anni?"
25.000 idee sono giunte da ogni parte del mondo (per alcuni basterebbe "mangiare piu' frutta e verdura"; per altri la soluzione e' piu' drastica: "Le risorse della Terra si stanno esaurendo. Sara' meglio trasferirci su un altro pianeta"), finche' lo stesso fisico non ha fatto risentire la sua voce: "Io non lo so" ha ammesso. Hawking ha pure spiegato il motivo di tanta perplessita': "Ogni nostro progresso tecnologico porta con se' il rischio di nuovi errori di portata catastrofica".

 Hawking crede nella necessita' di una fuga verso altri pianeti, anche se secondo lui cio' potra' avvenire solo in un futuro lontano.
Il pianeta Terra non sta bene; perche' si riprenda, occorrerebbe che la razza umana sparisse dalla sua superficie. O che cambiasse completamente modus vivendi. Ma e' piu' probabile che essa venga decimata da un virus, o - eventualita' altrettanto probabile - dalla caduta di una cometa...

"Speriamo di non finire come il nostro pianeta fratello Venere, con una temperatura di 250 gradi e piogge di acido solforico". Hawking sostiene che "il fatto che gli alieni non si siano mai fatti vedere sulla Terra puo' avere una sola spiegazione: ogni civilta', superato un certo livello di evoluzione, perde il suo equilibrio e collassa". La soluzione proposta dall'astrofisico e' questa: "A lungo termine l'umanita' sara' salva solo se colonizzera' lo spazio, verso altre stelle". Nel frattempo, "speriamo che l'ingegneria genetica ci renda saggi e meno aggressivi".

Una delle risposte giunte ad Hawking dagli amici di Internet recita cosi': "La nostra specie sopravvivera' adattandosi. Gli umani sono pieni di risorse e usano il cervello per escogitare soluzioni ai loro problemi. La sua storia personale, caro dottore, mostra come la forza di volonta' possa vincere le avversita'".

Hawking soffre dalla nascita di SLA (sclerosi amiotrofica laterale), nota anche come "malattia motoria neuronale" o - soprattutto negli USA - "morbo di Lou Gehrig" (dal nome del giocatore di baseball che ne e' morto).

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Stephen Hawking

Stephen Hawking, uno dei piu' importanti scienziati nel campo della fisica teorica, ha fatto molto per la comprensione dell'universo. Il suo ruolo oggi e' equiparabile a quello gia' ricoperto da Einstein. E' stato lui a predire i buchi neri, apportando cosi' correzioni alla teoria della relativita'.
Le teorie di Hawking sono influenzate dalla tecnologia genetica, dalla creazione di un moderno "uomo-nacchina" e dai pericoli globali (guerre, energia atomica, virus, catastrofi climatiche). Il suo sguardo al futuro dell'umanita' e' decisamente pessimista, ma apre anche prospettive coraggiose, infondendo cosi' nuove speranze.

Il tramonto del mondo

Ho visto le rovine di Atlantide, Turan, Kash. Città in cui gli uomini vivevano con le loro donne e fabbricavano prodotti o quantomeno l'idea di prodotti. Ho trovato strane iscrizioni tra le macerie affumicate dal tempo, geroglifici di ossa, suoni magnetici in lingue  indecifrabili. Erano, queste, le capitali dei Tre Imperi che una volta si spartivano il pianeta. Tutto lascia intuire che gli imperi si siano distrutti a vicenda, sebbene debbano aver usato un'arma a noi sconosciuta. Tra le cose che si sono salvate è un oggetto molliccio coperto di segni. Sono riuscito a decifrarne l'intestazione con l'aiuto di Ka-Zuah, il nostro esperto di mondi alieni. Dice: "Ernst Bloch. Il principio speranza."   

Mentre la nostra astronave ci riporta a casa, giro e rigiro l'oggetto tra i miei tentacoli, riflettendo sulle evidenti contraddizioni di quella bizzarra civiltà.

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Il libro, questo sconosciuto! Ma per fortuna c'è Internet.

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