Stati Uniti bombardano la luna
Ricorda molto da vicino il folle "Progetto A119" (vedi sotto), ma è successo veramente - appena ieri - e la motivazione ufficiale data dalla NASA è la speranza di rilevare sulla Luna l'esistenza di ghiaccio, e dunque di acqua.
Il razzo Centaur, un cilindro di tre metri d'altezza e di due tonnellate di peso, ha raggiunto puntuale l'appuntamento con il cratere Cabeus, nel polo sud lunare, dopo un tortuoso viaggio di cento giorni nello spazio; ma l'impatto non è stato affatto spettacolare. La NASA si aspettava un lampo e l'espulsione di un cono di detriti a due chilometri d'altezza. I calcoli erano stati fatti e rifatti all'Ames Center in California cui fa capo la missione e, addirittura, erano stati invitati numerosi gruppi di astrofili lungo la costa orientale degli Stati Uniti per godersi lo spettacolo della polvere di Luna che brilla nei raggi di sole. Quello che sembrava ragionevole sulla Terra non è però accaduto. La telecamera di bordo della navicella LCROSS (che, dopo essersi staccata dal razzo, lo ha seguito di quattro minuti nella corsa autoannientante) ha mostrato il tuffo verso la Luna fino a quando ne è stato in grado, ma nessuno ha potuto vedere nelle immagini un segnale diretto dell'effetto dell'impatto. Il cratere polare Cabeus era come sempre immerso nell'ombra e il Centaur, visto dalla telecamera di bordo, è sembrato venire inghiottito dal nostro satellite naturale. Quattro minuti dopo, anche LCROSS spariva placidamente dentro il cratere.
La missione dovrà fornirci la risposta al seguente quesito: "Ci sono tracce d'acqua sulla Luna?"
"Acqua" non nel senso di laghi, fiumi, addirittura mari, bensì di molecole di acqua e idrossili (idrogeno e ossigeno) che interagiscono con le molecole di roccia e di polvere del suolo lnare. Nelle prossime settimane gli scienziati dell'Ames Center lavoreranno sui dati raccolti e poi saranno chiamati a esprimersi. In caso positivo, ovvero di effettiva presenza di riserve idriche (come hanno già lasciato presagire le apparecchiature di bordo del satellite indiano Chandrayyan-1), si potrebbe pensare a impiantare la prima base lunare...
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GLI STATI UNITI VOLEVANO FAR ESPLODERE UN ORDIGNO NUCLEARE SULLA LUNA
di peter patti
Correva l'anno 1958 quando il fisico Leonard Reiffel fu avvicinato da alcuni ufficiali dell'Air Force degli Stati Uniti d'America che lo invitarono a collaborare a un nuovo progetto. Il progetto, rigidamente "top secret", recava la sigla A119 ed era pomposamente denominato 'A Study of Lunar Research Flights'... Leggi tutto l'articolo



